E smettila di farti male una buona volta!
-e invece no.

Invece no, perchè per quanto il Mago dica e sostenga che io (lei) siamo del Sangue e del Presente, delle anime instancabili che non guardano mai il passato
-io al passato ci appartengo.

E non posso -non posso- fare a meno di guardarmi dietro le spalle, come Orfeo e come la moglie di Lot, di gustare il sale in cui ogni volta mi cristallizzo, di vivere a modo mio fra gli urbanissimi fantasmi trascorsi.
Sono sempre vecchie canzoni in agguato, o parole che non riesco a ricordare ma se ne stanno sulla punta della lingua as birds on the wire, file dimenticati in cartelle sperdute del pc, luoghi che si ripresentano sfacciatamente a distanza di anni-
-grumi, desideri.

Sempre a guardarmi dietro, sempre a cercare le impronte sulla strada fatta anzichè su quella da fare.
O su quella non fatta, su quelle non fatte, su tutte le possibilità scartate, i se e i ma e i forse e i no.

Ho voglia di ripercorrere certe rotte.
Di prendere di nuovo un treno per l'Urbe, per trovarmi ancora col naso schiacciato contro il finestrino a contemplare fra lo stupito ed il meravigliato il mondo raggelato di Vernio e di Grizzana, subito fuori la galleria, appena lasciata alle spalle la Felsinea. Per ubriacarmi del volo degli storni impazziti.
Di tornare a San Galgano, la mia abbazia senza tetto e senza pavimento, terra e cielo e vita, e cercarla nell'inverno, sentire il cantico delle pietre.
Non sempre è allettante esplorare, cercare a tutti i costi il nuovo, l'inedito.
A Novembre, il velluto color sangue vivo delle poltrone del Duse è così accogliente, così materno, così confortante.
Così dolce perdersi un po', a volte-
-se solo non fossi una costante fonte di preoccupazione per chi mi sta a guardare.
Come diceva, Simonetta? O era Zelìn?
Vorrei morire per un po', soltanto il tempo di non sentire la pena.
Nel dondolio del treno, di Clap Hands, adesso che non sono più giorni adatti per cacciare i tornado.
Scivolare nei silenzi umbratili che sono la mia casa forse più del sole.
Amo le maree di Aprile, l'odore di polvere da sparo di Giugno, l'adrenalina, le corse-rincorse fino a spiccare il volo.
Ma dentro-
-dentro
la mia appartenenza è a quel grumo di terra e ombra e nebbia e cenere e zucchero e polvere e sale.
Sono quella cosa lì, di urla e di silenzio e di sottilissime schegge d'assurdo, di pochi milligrammi l'una.
Posso risplendere per una manciata di mesi, di giorni, assumere tutte le temperature della luce, le incandescenze della vita.

Cammino in diagonale, zigzagando fra i due lati della strada, come una bambina selvatica.


domenica, 08 novembre 2009 at 08/11/2009 20:14
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"Benvenuta nella vita, piccola."

Ed è in questo che sfociano le mie notturne conversazioni con bizzarri individui che si dimenticano quanti anni ho e me ne addebitano sempre qualcuno in più.
Ah, novembre. Dulcamaro.
Odio questo mese che mi rende insopportabile ed insofferente al mondo.
Perchè chi fa del male non paga mai?
Notturne conversazioni attorno a donne più giovani che stanno con uomini meno giovani (teorie secondo le quali questa strategia agli uomini meno giovani convenga nemmeno poi tanto), attorno al fatto che sebbene io stia finendo man mano con persone più giovani si tratta sempre di gente più grande di me.
(ma ho perso l'oscar per la gerontofilia, ormai ceduto in pianta stabile a mia Sorella)
Ho l'età che aveva la tua prima moglie, e nel dirlo mi rendo conto che mi terrorizza l'idea che qualcuno si sposi alla mia età.
Notturne conversazioni circa l'eccitazione cerebrale, i sultani, i misteri, matrimoni sbagliati, io che dimostro più anni di quelli che ho finchè non mi si vede di persona e meno anni finchè non apro bocca, e così via.

Io, che ho passato la giornata sotto al piumone con due mandarini, una tazza di latte e cereali, il ciclo, il mal di testa, l'isterismo di novembre, che sto a fare ste notturne conversazioni fra il filosofico e lo psicanalitico a questi orari.

Mentre il Fiancé tiene a bada il suo branco di marmocchi scout.

"Noi siamo quello che siamo stati
comprese le lacrime.
"

E poi penso che odio novembre, lo odio con tutta l'anima, ma mi devo rassegnare al fatto che certe persone me le ha portate questo mese, nella vita. E non tutte sono pessime.

"Io noto che tutti i giorni evolviamo e a volte casualmente, non è colpa dinessuno, semplicemente stiamo vivendo, noi spesso non possiamo farne a meno e nemmeno quell'altro, che magari è nato stronzo, ne può fare a meno, la vita e questa
un sultano bugiardo
ma anche un vampiro tenero
ma anche uno che ti dice distrattamente: bel taglio di capelli, sei radiosa.
"

E anche se sai che è l'Universo che gliele detta, certe cose, non puoi fare a meno di sorridere, e annuire.
"E' una parte di te", disse il Fiancé, all'inizio di tutto.
Già.

Come sempre, grazie a chi mi rende migliore e più vivibile questo mese disperante.


domenica, 08 novembre 2009 at 08/11/2009 02:20
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Mi pare più che giusto e doveroso fare un minimo di pubblicità a mia Sorella, che mi ha letteralmente surclassato nell'uso di fimo e cernit, e che fa delle cosine deliziose.
Per info o commissioni, scrivetele!



http://www.flickr.com/photos/sarasainiart/


venerdì, 30 ottobre 2009 at 30/10/2009 18:17
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